OnePlus spiega come é riuscita a domare lo Snapdragon 810

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Quando OnePlus annunciò ufficialmente che il suo “2” avrebbe montato l’ultimo processore di casa Qualcomm , lo Snapdragon 810, tutti i fan ed utenti hanno storto il naso, in quanto tale processore si é guadagnato una cattiva fama per le sue elevate temperature, l’azienda oggi, dopo quasi due mesi dall’annuncio ufficiale, e sua disponibilità , l’azienda spiega come é riuscita a domare il potente processore di Qualcomm.

Secondo la società, il segreto per raggiungere un perfetto equilibrio tra prestazioni e affidabilità con qualsiasi SoC è attraverso la comprensione dei limiti tecnici presenti, una sfida che può essere anche vista come un’opportunità per capire meglio dove migliorare, che il team di ingegneri ha cercato di cogliere attraverso l’utilizzo di alcuni brevetti.
Quindi vediamo insieme questi accorgimenti e brevetti :

H-Cube

“H-Cube” , noto anche come Heat Consideration Core Control, é una tecnologia di OnePlus pensata per controllare l’affidabilità del SoC Snapdragon 810, la quale si concentra su tre principi fondamentali:

Attivazione dinamica dei core a seconda del carico di lavoro, modificando il layout posizionale dei nuclei attivati, ​​aiutando a bilanciare i carichi e a tenere la dissipazione termica sotto livelli ottimali.
Circolazione e rotazione tra nuclei massimizzando l’efficienza, in base ai principi di Core Heat Circulation.
Implementazione del sistema Core Cold Room, che permette di far circolare la temperatura più calda in zone più fredde del circuito, dissipando in tal modo il calore, in base alla temperatura del cluster del core.

Thermal-Aware Scheduler

Thermal-Aware Scheduler, o TAS e in breve, aiuta ad eliminare i difetti intrinseci del bilanciamento del carico sui vari core. 
Si basa sul concetto generale dei processori con più core, dove i core più piccoli che operano a frequenze inferiori rimangono spesso inutilizzati in presenza di richieste di carico elevate, creando conseguenti tempi morti e surriscaldamento, i quali provocano rallentamenti dell’utilizzo delle app più frequenti ed un peggioramento, nel tempo, dell’esperienza utente. Il TAS elimina questo collo di bottiglia attraverso il bilanciamento dei carichi di lavoro tra i due core più grandi e quelli più piccoli all’interno del SoC, indipendentemente dalle condizioni termiche, chiudendo i tempi di inattività e migliorando anche la durata della batteria.

Slow Motion Scheduling Group

Slow Motion Scheduling Group si basa sul concetto dei processi inutilizzati che rimangono attivi in background, i quali sono causa di spreco della batteria, Grazie alla tecnologia Slow Motion Scheduling Group, viene attivata una sorta di “programmazione intelligente” sui processi, attivando solo quelli che vengono realmenteutilizzati dall’utente, e ibernando tutti gli altri, riducendo ulteriormente il carico di lavoro dei core più piccoli.

Insomma questi gli accorgimenti e le ottimizzazioni che OnePlus ha deciso di attuare sul suo nuovo top di gamma.

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MR
TuttoSmart

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